martedì 18 giugno 2013

Un momento di pace

[Fonte]

Ieri sera, vado finalmente a yoga in bicicletta.
Non ho molta voglia, il peso di questi giorni si fa sentire, ma credo che mi farà bene un po' di pratica.

Siamo poche, c'è caldo.
Pratichiamo nella nostra stanzetta, con le finestre aperte e le luci spente, mentre il sole pian piano se ne va.
C'è più silenzio del solito, la temperatura alta ci fiacca e nella semioscurità ci concentriamo meglio su noi stesse.

Nell'ultima asana siamo raggomitolate a testa in giù, dopo che la mia maestra mi ha sistemato, nonostante la posizione possa sembrare molto scomoda, arriva un momento di pace, il respiro si spande nella schiena.

Il rilassamento finale mi regala una manciata di minuti con la testa leggera e una grande comunione con il mondo.

Poi tutto torna come prima, ma posso sempre tornare a rifugiarmi nel ricordo di questa bellissima pratica.

domenica 16 giugno 2013

Quale Allegria



Quale Allegria - Lucio Dalla

Quale allegria
se ti ho cercato per una vita senza trovarti
senza nemmeno avere la soddisfazione di averti
per vederti andare via

quale allegria, 

quale allegria,
se non riesco neanche più a immaginarti
senza sapere se volare
se strisciare
 insomma, non so più dove cercarti
quale allegria
 

quale allegria,
senza far finta di dormire
con la tua faccia sulla mia
saper invece che domani ciao come stai
una pacca sulla spalla e via...
quale allegria,


quale allegria,
cambiar faccia cento volte per far finta di essere un bambino
con un sorriso ospitale ridere cantare far casino

insomma far finta che sia sempre un carnevale...
Sempre un carnevale.

 

Senza allegria
uscire presto la mattina
la testa piena di pensieri
scansare macchine, giornali
tornare in fretta a casa
tanto oggi è come ieri

senza allegria
 

anche sui treni e gli aeroplani
o sopra un palco illuminato
fare un inchino a quelli che ti son davanti
e son in tanti e ti battono le mani.

Senza allegria
 

a letto insieme senza pace
senza più niente da inventare.
Esser costretti a farsi anche del male
per potersi con dolcezza perdonare
e continuare.

 

Con allegria
a far finta che in fondo in tutto il mondo
c'è gente con gli stessi tuoi problemi
e poi fondare un circolo serale
per pazzi sprassolati e un poco scemi

facendo finta che la gara sia
arrivare in salute al gran finale.  

Mentre è già pronto Andrea
con un bastone e cento denti
che ti chiede di pagare

per i suoi pasti mal mangiati
i sonni derubati i furti obbligati
per essere stato ucciso
quindici volte in fondo a un viale
per quindici anni la sera di Natale...

martedì 11 giugno 2013

Ultime letture #1

Amore e altri casi di emergenza
(titolo originale Lifesaving for beginners)
di Ciara Geraghty
trad. Enrica Budetta
Fabbri Editori
[ISBN 9788845190926]





Nonostante la copertina (!!!), questo libro mi ha attirato subito. E per una volta zittire la vocina è stato positivo. Primo di questa autrice tradotto in italiano, è scorrevole ma intenso, narrato dalle due voci, un capitolo ciascuna, di Milo e Kat. Una storia che si intreccia ma che non è scontata o banale, ma che tocca argomenti profondi: la scrittura, la perdita di un genitore, l'adozione, la sindrome di Down, la famiglia allargata. Detto così può sembrare un bel minestrone, invece è un ottimo passato di verdure in cui tutto si amalgama!
Ho apprezzato in particolare la parte raccontata da Milo: l'autrice riesce a mettersi nei panni di un bimbo di 9 anni e lo rende veramente reale. Onore al merito anche della traduttrice.
"Mi piace osservare il mondo che sfreccia quando non sei sempre costretto a fermarti per il traffico. E non ho bisogno di chiedere quanto manca perché lo capisco da solo, leggendo i nomi delle stazioni quando ci fermiamo."
Mi sono piaciuti molto anche i ringraziamenti finali.



Esche vive
di Fabio Genovesi
Mondadori
[ISBN 97888046066]







Fiorenzo, Tiziana, Mirko. Le loro vite si intrecciano a Muglione, mescolando rock, pesca e ciclismo. Una grande scrittura, capace di moltiplicarsi per tre, di andare a fondo dei sentimenti, di farti palpitare e immedesimare, anche nella vita di paese. Per me, che non sono per niente appassionata di pesca o ciclismo, è stato uno di quei romanzi che non riesci a mollare, che ti entra nella vita reale, che non vedi l'ora di poterlo riprendere in mano, perchè non puoi farne a meno. Però come dice Genovesi alla fine "E grazie a voi che avete strusciato gli occhi su queste pagine. Non si vive per sempre, qua abbiamo finito, adesso tutti fuori a vedere che succede."

Versilia rock city
di Fabio Genovesi
Mondadori
[ISBN 978880461613]







Primo romanzo di Genovesi, pubblicato nel 2008 da Transeuropa e poi nel 2012 da Mondadori. Ho letto la pubblicazione riportata qui sopra.

Questo romanzo come una tela squarciata da tagli, che ti fanno intravedere quello che sta dietro, che ti disturbano e ti destabilizzano.
Intrecci di storie di un gruppo di bambini versiliesi che diventeranno grandi, Mario e Renato.
Non so quanto sia corretto paragonare due romanzi dello stesso autore: questo l'ho trovato più veloce, diretto, amaro, borderline.


A me piacciono i libri dal dorso alto, perchè so che avrò la possibilità di passarci più tempo assieme (il primo ha 448 pagine e il secondo 392). Mi piace lo spessore che hanno quando li tieni in mano, lo spazio fisico che occupano, se li lasci aperti non si richiudono.
Questi sono due libri che mi hanno veramente preso, di quelli che posi sul comodino malvolentieri, solo perché ti si chiudono gli occhi e la giornata è stata lunga. I personaggi entrano nei tuoi pensieri quotidiani e non vedi l'ora di reincontrarli di nuovo.

domenica 9 giugno 2013

Il meglio della settimana #15



Di domenica arriva il meglio della settimana (idea di Laura, e sempre molto interessante la selezione di Lucy): tanti post che voglio condividere con voi, buona lettura e buona domenica!

"Perché i sentimenti più grandi non hanno bisogno di presentazioni."

Riciclattoli per i più piccoli: Il topino delle caramelle / Mammabook

"E allora ecco, ci sono un sacco di 35/40 enni che le start up le vorrebbero fare adesso, adesso che start up sembra sia diventata una moda, sembra sia un sinonimo di giovane, mentre non sta scritto da nessuna parte che uno debba pensare a nuove idee solo perché è giovane."
  
"A questo mondo disumano fatto di direttive e di risultati tangibili,
distribuiamo sorrisi, fiori, baci, gatti, musica, sogni, preghiere, gratuità.
Questo è il maggiore affronto, la controcultura più profonda."

"Io e Mr T ci siamo posti tante domande e ci siamo messi in discussione noi stessi prima di giudicare l'atteggiamento delle maestre. Ne abbiamo parlato con la psicologa e con tante brave maestre che abbiamo la fortuna di conoscere e ci ha confortati sapere che forse non stavamo vaneggiando."

"Mi spaventa chi giudica severamente questo disperato papà."



Presto andremo quattro giorni a Roma, cerco libri o post che mi aiutino a programmare il viaggio a misura di D. Saremo noi tre e i nonni. Qualsiasi dritta è molto bene accetta!

giovedì 6 giugno 2013

Blog: perché?

[Fonte]

Le idee rimbalzano da un blog all'altro, e dopo aver letto Metablogica di Squa scrivo anche io un post copy & paste, da un po' di commenti che avevo lasciato da La solita Simonetta nella sua iniziativa Tutto da me.

Prima di aprire il blog ho lurkato per parecchio tempo poi mi sono detta che se volevo dire la mia commentando, dovevo permettere anche agli altri di sapere qualcosa di me... ed eccomi qua! 
In alcuni casi lurko ancora, di alcuni blogger ho una specie di soggezione, temo anche di essere banale!
E poi avevo bisogno di uno spazio tutto mio per dialogare e superare la solitudine. Ho trovato un mondo strano, a volte con regole non scritte e un po' incomprensibili, ma soprattutto tanta condivisione, di cui sono molto grata!

Sono anonima per scelta perché mi sento libera di esprimermi e pure di lamentarmi!
Alcuni dei miei amici virtuali conoscono la mia identità, ma nessuno dei miei amici o familiari sa che ho un blog, solo il Capitano. Che però ha sempre rispettato la mia privacy e non mi ha mai chiesto di leggere alcunché. A volte gli nomino persone o situazioni virtuali, ma finisce tutto lì!

Mi piace molto ricevere commenti e email. Mi piacerebbe che chi non è d'accordo con me lo scrivesse, anche se so che a volte non è facile!

Ho scelto il nome del mio blog perché quella canzone di Lorenzo rispecchiava il cambiamento avvenuto in me dalla nascita di mio figlio. E anche perché non volevo solo definirmi come mamma, visto che il mio blog non parla solo di quello :)

Ciclicamente mi viene voglia di chiudere baracca e burattini, ma non l'ho ancora fatto perché il bilancio di questa esperienza è sempre positivo.

mercoledì 5 giugno 2013

Dal barbiere

[Fonte]

Ieri D. e il Capitano sono andati dal barbiere ad accorciare le fluenti chiome in vista (?!?) dell'estate.

D. è sulla poltroncina, il Capitano, che era in quella a fianco, ha finito e al suo posto si posiziona un signore dai capelli bianchi, che scherza con D.

E dopo ti fai fare la barba?
No, eh! È troppo presto, io sono un bambino! Se no mi taglio tutta la faccia!

Intanto che veniva applicato il gel:
Hai la cresta? Chicchirichììììì!
Ma guarda che io non sono mica un gallo, sono un bambino!

Il tutto detto con tono serissimo che ha fatto ridere tutti, dal signore in questione, ai barbieri e agli altri clienti :D

martedì 4 giugno 2013

Strano ma vero

 
[Fonte]

Pomeriggio, esterno

Sul marciapiede camminano in fila indiana un uomo con un passeggino che trasporta una bimba di nemmeno un'anno, due bimbi, maschio e femmina, che seguono dandosi la mano, e una donna che chiude la carovana.

Chi sono? Siamo noi, la "finta" famiglia, come scherziamo definendoci. Io e D. ci incontriamo spesso con un nostro amico, che essendo in congedo parentale, passa i pomeriggi con le figlie. Aggiungendo confusione, i bambini chiamano gli adulti per nome, oppure premettendo zi*... Chissà chi non ci conosce che idea si farà di noi! 

Qualcuno più coraggioso, o curioso, in sua assenza mi chiede:
Ma è un papà single/separato?
Ha problemi di lavoro?
Fa i turni?

E quando viene risposto che semplicemente si è preso il congedo parentale (il cosiddetto allattamento) per il piacere di stare con le figlie e per poter organizzare meglio la vita in famiglia, lo stupore è palese!


Ma sapete che questi pomeriggi stanno dando tanto a tutti, adulti e piccini? Ci confrontiamo e ci conosciamo da un'ottica diversa, quella del genitore. Faccio chiacchiere da parco giochi con un lui adulto, a cui piace spettegolare ma che da sempre un'ottica maschile: io la logorrea e lui la sintesi!
I bambini che capiscono e accettano l'autorevolezza di un adulto che non è né il genitore, né il nonno né l'insegnante. E poi ci divertiamo un mondo, mentre i consorti sono al lavoro :)

Dovreste vedere quanto amore, cura, tenerezza e pazienza mette quest'uomo nel relazionarsi con le sue figlie!
Alle donne che non riescono ad abbandonare lo strofinaccio power farei passare un pomeriggio con lui, a vedere come si destreggia magnificamente!
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